Il Corpo Forestale della Provincia autonoma di Trento

 

Con l'art. 67 della L.P. 3 aprile 1997, n. 7 è istituito il Corpo Forestale della Provincia autonoma di Trento.

"Ferma restando la competenza della contrattazione collettiva a definire la disciplina del rapporto di lavoro, la Giunta provinciale, con regolamento di organizzazione, definisce le funzioni, la composizione e le modalità di accesso al corpo forestale. La Giunta, con le modalità di cui all'articolo 65 della L. P. 3 aprile 1997, n. 7, è autorizzata a ridefinire l'articolazione e le competenze dei servizi foreste, faunistico, parchi e foreste demaniali, azienda speciale di sistemazione montana e il dipartimento in cui detti servizi sono compresi." *

Nel regolamento di organizzazione del C.F.P. sono altresì definite le uniformi, l'equipaggiamento e l'armamento del personale, nonché l'organizzazione delle Stazioni Forestali.

* (testo estratto dalla L.P. 3 aprile 1997, n. 7)

 

Nuovo regolamento del Corpo Forestale della Provincia autonoma di Trento (art. 67 della legge provinciale 3 aprile 1997, n. 7)

D.P.P. 21 luglio 2008, n. 27-134/Leg. (pubblicato sul B.U. n. 36/I-II del 2 settembre 2008) in vigore dal 17 settembre 2008

 

Art. 1

Oggetto e definizione

 

1. Il Corpo Forestale della Provincia autonoma di Trento (CFT), in seguito denominato Corpo, istituito con la legge provinciale 3 aprile 1997, n. 7, è un corpo tecnico con funzioni di polizia deputato alla tutela dell’ambiente naturale, alla salvaguardia del territorio forestale e montano, dei corsi d’acqua e al supporto delle popolazioni nell’ambito delle funzioni previste dall’articolo 2.

2. Il presente regolamento, in attuazione dell’articolo 67 della legge provinciale 3 aprile 1997, n. 7, definisce le funzioni, la composizione e le modalità di accesso al Corpo.

 

 

Art. 2

Funzioni del Corpo

 

1. Al Corpo sono attribuite le seguenti funzioni:

a) attività di prevenzione, vigilanza e controllo del territorio e dell’ambiente, con particolare riferimento agli obiettivi di salvaguardia delle risorse silvo – pastorali e montane, delle aree protette, della biodiversità e dei valori naturalistici e paesaggistici, della fauna, della flora e dei funghi, del suolo, del demanio idrico e dei corsi d’acqua, ivi compresa la polizia idraulica;

b) gestione del contenzioso amministrativo nelle materie attribuite alla competenza delle strutture indicate dall’articolo 3, comma 1;

c) concorso nell’attività di protezione civile e pubblico soccorso, come struttura operativa del sistema integrato della protezione civile e dei servizi antincendi, secondo quanto stabilito dalle disposizioni provinciali in materia e con particolare riferimento ai territori forestali e montani e ai corsi d’acqua e alle attività di presidio degli stessi e di difesa delle popolazioni;

d) concorso nell’attività di pubblica sicurezza e ordine pubblico, su richiesta dell’autorità competente;

e) azioni di rappresentanza, informazione, divulgazione e sensibilizzazione rispetto alle attività, alle funzioni e alle finalità perseguite dal Corpo, anche attraverso l’organizzazione e partecipazione a cerimonie e manifestazioni e l’organizzazione del gruppo sportivo del Corpo;

f) ogni altra attività non ricompresa nelle lettere precedenti di questo comma riconducibile alle funzioni del Corpo o comunque assegnata allo stesso dalla Provincia autonoma di Trento, ivi compresi i servizi di polizia stradale attribuiti dalla legge statale alla polizia provinciale, in relazione ai compiti d’istituto, i controlli e le certificazioni in conformità alla Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione (CITES), ai sensi dell’articolo 5, comma 1, della legge 7 febbraio 1992, n. 150, nonché gli eventuali controlli in materia di aiuti comunitari.

2. Il personale del Corpo svolge, parimenti, nell’ambito dei servizi, le seguenti funzioni:

a) sicurezza e manutenzione del territorio forestale e montano, prevenzione degli incendi boschivi, conservazione delle aree forestali e delle loro funzioni protettive, sociali ed economiche, anche attraverso lo strumento del vincolo idrogeologico e gli specifici interventi di sistemazione idraulica e forestale;

c) tutela dei corsi d’acqua, anche attraverso gli specifici interventi di sistemazione idraulica e forestale, finalizzati alla difesa del suolo ed alla regimazione delle acque, nonché gestione del demanio idrico provinciale;

d) tutela, valorizzazione e concorso alla gestione dei beni silvo-pastorali, nonchè consulenza, sostegno economico e assistenza tecnica ai proprietari e agli operatori economici del settore forestale;

e) gestione tecnico-amministrativa ed economica delle foreste demaniali;

f) conservazione e valorizzazione dell’ambiente e delle risorse naturali, con particolare riferimento alle aree protette e alla tutela e gestione della fauna selvatica ed ittica;

h) pianificazione forestale e montana, monitoraggio territoriale e ambientale, informazione, sensibilizzazione e divulgazione in materia di risorse forestali e montane.

3. Il Corpo svolge nelle materie di competenza della Provincia le funzioni e i compiti attribuiti in ambito statale al Corpo forestale dello Stato, previa verifica delle competenze eventualmente esercitate da altre strutture provinciali. Le funzioni di vigilanza e controllo demandate dalla vigente normativa provinciale agli organi di polizia forestale sono comunque e unicamente svolte dal Corpo.

 

 

Art. 3

Composizione del Corpo

 

1. Il Corpo è costituito dal personale:

a) assegnato alle strutture organizzative di primo e secondo livello competenti in materia di foreste e fauna, conservazione della natura e sistemazione dei bacini montani, di seguito denominate servizi, limitatamente a quelle di secondo livello, che svolge o può essere chiamato a svolgere, in tutto o in parte, le funzioni indicate nell’articolo 2, comma 1, e che concorre, nell’ambito delle predette strutture, allo svolgimento di quelle previste dall’articolo 2, comma 2;

b) inquadrato nelle seguenti qualifiche e figure professionali:

1) qualifica di dirigente generale e di dirigente;

2) qualifica di direttore, se proveniente dalle figure professionali di funzionario abilitato forestale e funzionario esperto forestale;

3) figura professionale di funzionario abilitato forestale e funzionario esperto forestale;

4) qualifiche forestali come previste dalla contrattazione collettiva provinciale;

c) in possesso dei requisiti per l’attribuzione delle qualifiche ai sensi dell’articolo 12.

2. Per lo svolgimento, in particolare, delle funzioni previste dall’articolo 2, comma 1, lettere a) e c), fa altresì parte del Corpo il personale inquadrato nelle figure professionali di funzionario abilitato ingegnere e di funzionario esperto ingegnere, nonché nella qualifica di direttore, se proveniente dalle citate figure professionali, nell’ambito delle strutture organizzative di terzo livello della struttura competente in materia di sistemazione dei bacini montani.

3. Ai fini organizzativi e funzionali, ferma restando la competenza della contrattazione collettiva provinciale nella determinazione delle qualifiche e figure professionali previste dal comma 1 e delle relative attribuzioni, il personale del Corpo assume le denominazioni di cui alla tabella allegata al presente regolamento.

4. Qualora la contrattazione collettiva provinciale provveda ad un diverso inquadramento delle figure professionali e delle qualifiche previste dal comma 1, i riferimenti ivi previsti si intendono riferiti alle figure professionali come individuate dal contratto collettivo.

5. Resta ferma l’appartenenza al Corpo del personale inquadrato nei profili previsti dal comma 1 comandato o messo a disposizione, anche funzionalmente, di altri enti in relazione allo svolgimento delle funzioni di cui all’articolo 2, comma 1, nonché del personale già inquadrato nel Corpo alla data di entrata in vigore del presente regolamento.

6. Le figure professionali di funzionario e di funzionario esperto ad indirizzo amministrativo/organizzativo, e la qualifica di direttore, se proveniente dalle precitate figure professionali, nell’ambito dell’unità tecnica del contenzioso presso il comando del Corpo, assicurano supporto tecnico specialistico al Corpo medesimo, in particolare, nello svolgimento delle funzioni previste dall’articolo 2, comma 1, lettere a) e b).

7. Il personale tecnico assegnato alle strutture previste dal comma 1, lettera a), non ricompreso tra quello individuato ai sensi del medesimo comma 1, lettera b), nonché del comma 2, può svolgere, nell’ambito delle medesime strutture di assegnazione, funzioni di supporto tecnico al Corpo al fine di permettere il miglior conseguimento ed espletamento delle funzioni ed attività di spettanza di quest’ultimo.

 

 

Art. 4

Organizzazione e funzionamento del Corpo

 

1. Presso il dipartimento competente in materia di foreste è collocato il comando del Corpo e il dirigente generale preposto al predetto dipartimento esercita le funzioni di Capo del Corpo e, in particolare:

a) dirige lo svolgimento delle attività del Corpo, adottando le misure e gli atti necessari per l’organizzazione e l’esercizio delle relative funzioni, anche attraverso attività di direzione e istruzioni di carattere generale riguardanti l’applicazione delle leggi e dei regolamenti concernenti le funzioni del Corpo medesimo, secondo la disciplina del sistema organizzativo della Provincia;

b) fornisce ai dirigenti dei servizi indirizzi per l’individuazione delle priorità, per il coordinamento generale tra i medesimi nonché per quello operativo rispetto allo svolgimento delle funzioni previste dall’articolo 2;

c) esercita funzioni di verifica, controllo e vigilanza sull’andamento generale del Corpo, anche al fine di garantire la maggiore efficienza ed efficacia delle funzioni esercitate;

d) esprime l’intesa nei confronti degli atti di nomina dei comandanti delle stazioni forestali, nel rispetto dei criteri fissati dalla Giunta provinciale ai sensi del comma 4 e formula indirizzi per la mobilità del personale del Corpo;

e) promuove le azioni disciplinari, comportanti sanzioni diverse dal richiamo verbale, nei casi di violazione alle disposizioni di servizio in materia di equipaggiamento ed uniformi, anche su proposta del dirigente della struttura di assegnazione;

f) fornisce, nell’ambito dei criteri generali previsti dalla Provincia, indirizzi per la valutazione dei dipendenti inquadrati nel Corpo;

g) costituisce le unità tecnico specialistiche di supporto e i nuclei operativi specialistici previsti dal comma 2 e ne disciplina il funzionamento, sentiti i dirigenti dei servizi;

h) programma e coordina le attività di formazione, addestramento, aggiornamento e specializzazione del personale del Corpo per lo svolgimento delle funzioni proprie del Corpo medesimo, sentiti i dirigenti dei servizi e comunque tenuto conto delle proposte da loro formulate, attraverso la Scuola Forestale della Provincia autonoma di Trento, in coordinamento e raccordo con il Centro di Addestramento Protezione Civile di Marco e con Trentino School of Management;

i) dispone in ordine all’acquisto, conservazione e gestione delle dotazioni, dei mezzi e delle attrezzature da assegnare al personale del Corpo per lo svolgimento delle funzioni proprie, secondo quanto previsto dall’articolo 10 e assicura criteri di uniformità e identificazione, con particolare riferimento a veicoli, imbarcazioni e strumenti operativi del Corpo;

m) individua fino a due dirigenti dei servizi con incarico di vice capo.

2. Il comando del Corpo, costituto dal personale inquadrato nelle qualifiche e figure professionali previste dall’articolo 3, comma 1, lettera b), assegnato al dipartimento competente in materia di foreste, può essere articolato in unità tecnico specialistiche di supporto per lo svolgimento delle funzioni del Corpo. Per lo svolgimento di attività che richiedono elevati livelli di specializzazione e di coordinamento territoriale, il comando del Corpo può altresì costituire all’interno del Corpo medesimo dei nuclei operativi specialistici, anche di reperibilità, ai sensi dell’articolo 6 del decreto del Presidente della Provincia 2 marzo 2004, n. 2-12/Leg. (Nuovo regolamento del servizio di reperibilità provinciale per i fini dell’attività di protezione civile).

3. Con deliberazione della Giunta provinciale sono stabiliti il numero, l’organizzazione, la denominazione e le competenze delle stazioni forestali, quali articolazioni territoriali degli uffici decentrati appartenenti alle strutture di cui all’articolo 3, comma 1, e sono fissati i criteri di preposizione dei comandanti delle stazioni medesime, nonché le loro funzioni.

 

 

Art. 5

Modalità di accesso al Corpo

 

1. L’accesso al Corpo per il personale di cui di cui all’articolo 3, comma 1, lettera b), inquadrato nella figura professionale corrispondente al commissario forestale e nella qualifica di agente forestale, avviene per corso-concorso pubblico per esami o per concorso pubblico per esami o per concorso pubblico per titoli ed esami.

2. Il bando di concorso indica le categorie di titoli valutabili ed il punteggio o il punteggio massimo agli stessi attribuiti, singolarmente e per categorie di titoli.

 

 

Art. 6

Requisiti per l’accesso al Corpo

 

1. Per accedere al Corpo, fermo restando il possesso dei requisiti previsti dal regolamento per l’accesso all’impiego presso la Provincia autonoma di Trento adottato ai sensi degli articoli 37 e 39 della legge provinciale 3 aprile 1997, n. 7, è necessario il possesso dei seguenti requisiti:

a)    cittadinanza italiana; sono equiparati ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica;

b)   incondizionata idoneità psico-fisica adeguata ai compiti del Corpo, da accertarsi con le modalità predeterminate nell’apposito bando di concorso.

2. Per l’accesso alle qualifiche forestali gli aspiranti, oltre a possedere i requisiti generali di cui al comma 1, devono essere in possesso dei seguenti requisiti particolari:

a)      età non inferiore agli anni 18 anni e non superiore, in ogni caso, agli anni 30;

b)      statura non inferiore a metri 1,65 per gli uomini e a metri 1,60 per le donne;

c)      diploma di istruzione secondaria di secondo grado inerente le mansioni di agente forestale, nelle tipologie previste dal bando di concorso.

3. Per l’accesso alle figure professionali corrispondenti al commissario forestale gli aspiranti, oltre a possedere i requisiti generali di cui al comma 1, devono essere in possesso del diploma di laurea e degli eventuali titoli abilitativi previsti dalla contrattazione collettiva provinciale inerenti le mansioni delle figure professionali corrispondenti al commissario forestale, nelle tipologie previste dal bando di concorso.

4. Tutti i requisiti prescritti dal presente articolo devono essere posseduti alla data di scadenza del termine per la presentazione delle domande di partecipazione alla procedura concorsuale nonché alla data di assunzione, ad eccezione del limite massimo di età per il quale si fa riferimento alla sola data di scadenza del termine per la presentazione della domanda.

 

 

Art. 7

Corso-concorso pubblico

 

1. Il corso concorso pubblico consiste in una selezione per titoli e prove attitudinali articolate per test e/o quesiti a risposta sintetica e/o prova scritta e/o prova orale. L’avviso di selezione indica le prove attitudinali specifiche e/o prova orale. L’avviso di selezione indica le categorie di titoli valutabili ed il punteggio o il punteggio massimo agli stessi attribuibile, singolarmente e per categorie di titoli.

2. I vincitori della selezione sono assunti in prova per un periodo di sei mesi durante il quale dovranno partecipare a specifici corsi di formazione e qualificazione della durata complessiva di almeno tre mesi; al termine gli interessati, al fine della definitiva conferma in ruolo, dovranno sostenere esami teorico - pratici consistenti in una prova scritta nonché in una prova pratica tendente ad accertare le conoscenze tecniche del candidato in relazione alle mansioni da svolgere.

3. I corsi sono organizzati direttamente dalla Provincia, nell’ambito della Scuola Foresta Provinciale ovvero da soggetti esterni all’amministrazione provinciale. In tale ultimo caso l’Amministrazione provinciale è autorizzata a stipulare apposita convenzione con i soggetti interessati.

4. Le modalità di selezione, quelle di attuazione e svolgimento dei corsi, le materie di insegnamento nonché quelle oggetto degli esami finali saranno definite nell’avviso di selezione.

5. Durante l’assunzione in prova viene corrisposta la retribuzione fondamentale iniziale prevista per il personale a tempo indeterminato ad esclusione dell’indennità mensile pensionabile.

 

 

Art. 8

Concorso pubblico

 

1. L’accesso al Corpo mediante concorso pubblico per esami o per titoli ed esami è subordinata al superamento di un corso di formazione professionale. Al corso può essere ammesso un numero di candidati dal 20 al 50 per cento superiore ai posti disponibili, con eventuale arrotondamento all’unità superiore; tale percentuale è stabilita nel bando di indizione del concorso.

2. Il corso, della durata minima di tre mesi, è svolto presso la Provincia autonoma di Trento, nell’ambito della Scuola Forestale Provinciale, o presso altre amministrazioni o enti pubblici, sulla base di specifici accordi.

3. I criteri e le modalità di svolgimento del corso e degli esami finali sono definiti con apposita deliberazione della Giunta provinciale.

4. Ai partecipanti al corso di formazione professionale è corrisposto un assegno di studio mensile di importo pari ad un dodicesimo dello stipendio tabellare annuo lordo relativo al livello retributivo nel quale è compresa la qualifica o figura professionale di riferimento.

5. I partecipanti al corso di formazione professionale che hanno frequentato, con esito positivo, il corso medesimo sono assunti, nel numero di posti disponibili, secondo l’ordine di graduatoria stabilita in base alla valutazione finale riportata negli esami teorico – pratici.

 

 

Art. 9

Validità della graduatoria

 

1. La graduatoria della selezione prevista dall’articolo 7, nonché quella del concorso pubblico prevista dall’articolo 8, conserva validità per un periodo di due anni dalla data di approvazione, prorogabile fino a tre anni per eventuali posti che successivamente alla selezione ed entro tale data si rendessero disponibili.

 

 

Art. 10

Equipaggiamento e uniformi

 

1. Al personale del Corpo l’amministrazione provinciale fornisce le uniformi, costituite da un insieme organico di oggetti di vestiario, di equipaggiamento e di accessori aventi specifica denominazione e realizzati in modo da soddisfare le esigenze di funzionalità e di identificazione, nonchè l’equipaggiamento e l’armamento, individuale e di reparto, necessari per lo svolgimento dei compiti assegnati.

2. Con apposito regolamento, nel rispetto di quanto eventualmente previsto dal contratto collettivo provinciale di lavoro, sono definiti:

a)      le caratteristiche degli equipaggiamenti, delle uniformi e dei relativi distintivi di qualifica, di specializzazione, le decorazioni, nonché i casi, i criteri e le modalità relative alla dotazione e all’uso dei medesimi;

b)      i criteri e le modalità relativi alla dotazione dell’armamento di tipo comune secondo disposizioni di legge;

c)      i criteri e le modalità per lo svolgimento di periodici corsi di addestramento all’uso dell’armamento in dotazione, secondo quanto stabilito dalle disposizioni statali in materia.

3. Fino all’adozione del regolamento previsto dal comma 2, continua ad applicarsi quanto previsto dall’articolo 6 del decreto del Presidente della Giunta provinciale 17 aprile 2000 n. 5-23/Leg. (Regolamento concernente le funzioni, la composizione e le modalità di accesso al Corpo forestale provinciale ai sensi dell’articolo 67 della L.P. 3 aprile 1997, n. 7).

 

 

Art. 11

Giornata del Corpo

 

1. Per consolidare tra il personale il senso di identità e lo spirito di appartenenza è istituita la giornata provinciale del Corpo.

2. La giornata è celebrata il 12 luglio di ogni anno, in occasione della ricorrenza del Santo Patrono, e costituisce momento di condivisione, anche attraverso il coinvolgimento di tutte le categorie di personale che operano nei servizi, e di presentazione alla comunità delle attività svolte dal Corpo e dai servizi medesimi. In tale occasione sono assegnati i riconoscimenti al personale cessato dal servizio e a quello distintosi nel corso dell’anno precedente.

 

 

Art. 12

Qualifiche di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria

 

1. Per il personale del Corpo previsto dall’articolo 3, comma 1, ai fini dell’inquadramento nel Corpo medesimo, è richiesto al Commissario del Governo il riconoscimento della qualifica di agente di pubblica sicurezza ai sensi dell’articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 1974, n. 279 (Norme di attuazione dello Statuto speciale per la Regione Trentino Alto Adige in materia di minime proprietà colturali, caccia e pesca, agricoltura e foreste).

2. Per l’esercizio dei compiti d’istituto di vigilanza e controllo di cui all’articolo 2, comma 1, al personale del Corpo previsto dall’articolo 3, comma 1, nonchè a quello previsto dal medesimo articolo 3, comma 2, è attribuita la qualifica di ufficiale o agente di polizia giudiziaria ai sensi della vigente normativa.

3. Al personale del Corpo è rilasciata dall’Amministrazione la tessera di riconoscimento personale attestante l’appartenenza al Corpo medesimo e il possesso delle qualifiche di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza, qualora quest’ultima sia attribuita ai sensi del presente articolo. La tessera è valida per cinque anni, salvo rinnovo ed è soggetta a sostituzione in relazione al mutamento di qualifica, in caso di smarrimento o di deterioramento. All’atto della cessazione dal servizio o di cessazione dall’appartenenza al Corpo la tessera deve essere restituita all’Amministrazione provinciale.

 

 

Art. 13

Disposizioni in ordine all’ambito di servizio

 

1. Gli appartenenti al Corpo che ricoprono la carica di sindaco o di assessore in un comune dove svolgono le funzioni di prevenzione, vigilanza e controllo previste dall’articolo 2, comma 1, lettera a), sono trasferiti d’ufficio in altro ambito territoriale; tale disposizione si applica anche con riferimento alla carica di presidente o componente degli organi delle comunità previste dalla legge provinciale 16 giugno 2006, n. 3 (Norme in materia di governo dell’autonomia del Trentino).

2. La medesima disposizione del comma 1 si applica per gli appartenenti al Corpo che assumono compiti direttivi nell’ambito di organi, centrali o periferici, dell’ente gestore della caccia, previsti dall’articolo 16 della legge provinciale 9 dicembre 1991, n. 24 (Norme per la protezione della fauna selvatica e per l’esercizio della caccia), delle associazioni o società di pescatori sportivi locali, previste dall’articolo 4 della legge provinciale 12 dicembre 1978, n. 60 (Norme per l’esercizio della pesca nella provincia di Trento).

3. Per quanto concerne l’esercizio dell’attività venatoria trova in ogni caso applicazione il divieto previsto dall’articolo 41, comma 4, della legge provinciale 9 dicembre 1991, n. 24 (Norme per la protezione della fauna selvatica e per l’esercizio della caccia).

4. La disciplina di cui al presente articolo trova applicazione nei confronti del personale assegnato agli uffici decentrati appartenenti ai servizi e alle stazioni forestali e nell’ambito dei rispettivi territori.

 

 

Art. 14

Abrogazioni

 

1. Salvo quanto previsto dall’articolo 10, comma 3, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento sono abrogati i seguenti regolamenti:

a) decreto del Presidente della Giunta provinciale 17 aprile 2000 n. 5-23/Leg. (Regolamento concernente le funzioni, la composizione e le modalità di accesso al Corpo forestale provinciale ai sensi dell’articolo 67 della L.P. 3 aprile 1997, n. 7);

b) decreto del Presidente Presidente della Provincia 6 giugno 2001, n. 17-68/Leg. (Modifica del D.P.P. 17 aprile 2000, n. 5-23/Leg (Regolamento concernente le funzioni, la composizione e le modalità di accesso al Corpo forestale provinciale ai sensi dell’art. 67 della L.P. 3 aprile 1997, n. 7));

c) decreto del Presidente della Provincia 31 maggio 2005, n. 13-43/Leg. (Modifiche al decreto del Presidente della Giunta provinciale 17 aprile 2000, n. 5-23/Leg. (Regolamento concernente le funzioni, la composizione e le modalità di accesso al Corpo forestale provinciale ai sensi dell’articolo 67 della L.P. 3 aprile 1997, n. 7));

d) decreto del Presidente della Provincia 21 gennaio 2008, n. 2-109/Leg. (Modificazioni del D.P.G.P. 17 aprile 2000, n. 5-23/Leg. (Regolamento concernente le funzioni, la composizione e le modalità di accesso al corpo forestale provinciale ai sensi dell’art. 67 della legge provinciale 3 aprile 1997, n. 7)).

2. Sono fatti salvi i provvedimenti amministrativi adottati in applicazione dei regolamenti abrogati dal comma 1.

 

 


 

Tabella delle denominazioni del personale del Corpo Forestale della Provincia autonoma di Trento (articolo 3, comma 2)

 

Denominazioni delle qualifiche e figure professionali della Provincia autonoma di Trento

Corrispondenti denominazioni per il personale del Corpo Forestale della Provincia autonoma di Trento

Dirigente generale

Dirigente generale - Capo del Corpo Forestale della Provincia autonoma di Trento

Dirigente

Dirigente forestale

Direttore

Vice questore forestale aggiunto

Funzionario esperto forestale

Commissario forestale capo

Funzionario abilitato forestale

Commissario forestale

Ispettore forestale superiore

Ispettore forestale superiore

Ispettore forestale capo

Ispettore forestale capo

Ispettore forestale

Ispettore forestale

Sovrintendente forestale

Sovrintendente forestale

Assistente forestale

Assistente forestale

Agente forestale

Agente forestale

 

 

 

 

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